puntiamo sul ‘made in italy’ con Ekoore

Si chiamano Pike 7 e Pike 10: sono una coppia di tablet Android con un ottimo rapporto qualità/prezzo infatti un tablet di Ekoore, azienda casertana, lo si porta a casa con meno di 200 euro.

Le specifiche tecniche dei due tablet sono le stesse: la CPU è un Cortex A8 denominato “Boxchip A10″ che gira a 1,2GHz (non proprio l’ultimo grido, ma si tratta comunque di un SoC interessante), abbinato a 512MB di RAM per il 7″ ed 1 GB per il 10″ e 4GB di memoria a stato solido per archiviazione. Ovviamente a bordo ci sono uno slot MicroSD e un paio di porte USB, e per completare l’I/O non manca l’uscita HDMI e il jack cuffie da 3,5 pollici. Sul piano di quello che c’e dentro non rimane molto altro da dire, se non che webcam e microfono lasciano intendere che il prodotto ben si presti anche alla videocomunicazione. La connettività è comunque limitata al solo WiFi. Sì accelerometro, no GPS o 3G.

Le differenze principali tra il modello da 7 e quello da 10 pollici la fanno batteria e risoluzione: il piccolo si deve “accontentare” di 800×480 pixel  e 2400 mAh per la batteria contro i 1024×600 pixel del secondo con una capacità di 5000 mAh.

Entrambi i Pike montano Ice Cream Sandwich (Android 4.0). Considerato che solo adesso i marchi asiatici, e neppure per tutti i modelli, hanno iniziato la transizione al nuovo software, si tratta di un vantaggio non da poco.

IBM: NUOVO SOFTWARE PER GESTIRE IL MAGGIORE UTILIZZO DI DISPOSITIVI MOBILI SUL LUOGO DI LAVORO

 

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IBM ha annunciato un nuovo software che aiuterà le organizzazioni a fronteggiare il rapido aumento nell’utilizzo degli smart phone e dei tablet sul luogo di lavoro, continuando comunque a gestire anche laptop, desktop e server.

Con una forza lavoro mobile destinata a toccare quota 1,19 miliardi entro il prossimo anno, nascono nuove esigenze legate al collegamento degli smart phone e dei tablet personali alle reti aziendali e all’accesso da tali dispositivi ai dati aziendali. Secondo IDC, alla fine del 2011, circa metà dei dispositivi mobili usati nel luogo di lavoro era di proprietà dei dipendenti. Il trend BYOD (Bring Your Own Device) fa nascere anche nuovi timori sulla gestione dei rischi per la sicurezza, avvalorati anche dall’IBM X-Force Mid-Year Trend and Risk Report, dal quale emerge che nel 2011 gli attacchi ai dispositivi mobili sono raddoppiati rispetto all’anno precedente.

IBM Endpoint Manager for Mobile Devices e’ la nuova soluzione di IBM che aiuta le organizzazioni a supportare e a proteggere una forza lavoro mobile sempre più numerosa. Grazie a questo software, le imprese potranno contare su un’unica soluzione per proteggere e gestire gli smart phone e i tablet, così come i laptop, i desktop e i server.
Questa soluzione gestisce dispositivi Apple iOS, Google Android, Nokia Symbian e Microsoft Windows Mobile e Windows Phone.

Il software IBM Endpoint Manager for Mobile Device estende le funzionalità‘ di sicurezza in modo tale da fronteggiare i nuovi rischi derivanti dal trend di crescente utilizzo del proprio device (BYOD).
Le organizzazioni possono installare il software IBM nel giro di poche ore, stabilire le politiche da applicare in remoto, identificare potenziali compromissioni dei dati e cancellare il contenuto dai dispositivi in caso di furto o smarrimento. Il software aiuta a configurare e ad applicare le politiche aziendali riguardo al codice di accesso, alla crittografia e alle impostazioni delle VPN (Virtual Private Network).

“L’accelerazione del trend BYOD genera nuove opportunità e nuove sfide per le organizzazioni. Per approfittare di questa tendenza, è importante che le organizzazioni adottino politiche di sicurezza e gestione dei dispositivi mobili”, spiega Bob Sutor, vice president, IBM Mobile Platform. “La nuova offerta di IBM aiuterà le organizzazioni a gestire i telefoni cellulari e i tablet personali e aziendali in tutta la rete IT, allo scopo di ridurre il rischio, incrementare la produttività e potenziare l’innovazione”.

Oltre a questo nuovo software per la gestione e la sicurezza dei dispositivi mobili, IBM ha annunciato anche l’acquisizione di Worklight con l’obiettivo di ampliare il portafoglio mobile di IBM, pensato per aiutare le aziende a sfruttare le potenzialità di tutti i dispositivi mobili – da laptop e smart phone ai tablet.

Un sistema scolastico di New York automatizza i suoi endpoint e punta sulla gestione mobile

Il Western New York Regional Information Center (WNYRIC), ospitato nell’ambito di un’organizzazione regionale pubblica di servizi didattici con sede nello stato di New York, gestisce centinaia di migliaia di risorse informatiche per più di 100 distretti scolastici. Il software IBM Tivoli Endpoint Management aggiorna automaticamente le protezioni di sicurezza e la gestione dei consumi energetici dei computer e dei server in tutto il distretto scolastico. Prima di usare tale software, per svolgere tali funzioni era necessario che un tecnico si recasse presso ciascuna sede e aggiornasse manualmente ogni singola macchina. Il software IBM aiuterà il WNYRIC a ridurre i consumi energetici, automatizzando le impostazioni di alimentazione di questi migliaia di endpoint, con un risparmio stimato in 3,2 milioni di dollari in un anno.

Ora sempre più amministratori, insegnanti e studenti puntano a sfruttare gli iPad, gli iPhone e i dispositivi Android, sia personali che di proprietà del distretto, per creare i piani delle lezioni, per comunicare e per condividere i documenti sulla loro rete. Il WNYRIC sta pianificando un modo completo per gestire i problemi di sicurezza e la conformità dei dispositivi mobili ed è stato uno dei primi ad adottare la soluzione IBM Endpoint Manager for Mobile Devices.

Gestire e proteggere i dispositivi mobili nell’intero luogo di lavoro

Questa nuova release di IBM Endpoint Manager estende le funzionalità IBM nella gestione della sicurezza e della conformità di server, computer e dispositivi POS, quali bancomat e chioschi self-service, anche agli smart phone e ai tablet che utilizzano sistemi operativi mobili, tenendo conto comunque delle peculiarità di tali dispositivi. IBM Endpoint Manager for Mobile Devices consente alle aziende di:

·        Salvaguardare i dati – Cancellare selettivamente i dati aziendali in caso di smarrimento o furto dei dispositivi e configurare e applicare politiche sui codici di accesso, crittografia, VPN, ecc.

·        Fornire una gestione flessibile – Proteggere e gestire i dispositivi mobili di proprietà dei dipendenti e dell’azienda, grazie a una combinazione di gestione basata su e-mail e basata su agent, pur mantenendo inalterata l’esperienza di utilizzo del dispositivo nativo.

·        Mantenere la conformità – Identificare automaticamente i dispositivi non conformi e intervenire negando l’accesso e-mail o emettendo notifiche per gli utenti, fino all’implementazione di azioni correttive.

·        Unificare l’infrastruttura – Sfruttare un’infrastruttura unica per gestire e proteggere tutti i dispositivi: smart phone, tablet, desktop, laptop e server.

IBM Endpoint Manager for Mobile Devices è creato sul software BigFix, azienda acquisita da IBM nel 2010.

Volunia: il motore di ricerca – social network

Nasce un nuovo prodotto Made in Italy: VOLUNIA

Anche se il debutto non è stato dei migliori per diverse ragioni (dalla grafica poco moderna all’interfaccia confusionaria, dai timori per l’invasività delle funzioni social sino alla piattezza della presentazione) ci sono anche molti commenti favorevoli a questo nuovo motore di ricerca che strizza l’occhio ai social network

In sostanza questo motore di ricerca non aggiunge nulla di nuovo ai sistemi che stanno alla base di Google e colleghi: rimane l’idea di catalogare i siti in base a una classifica di popolarità (il PageRank, ideato non a caso proprio da Marchiori, fondatore e ideatore di Volunia per l’appunto) rimane ben salda a fondamento di tutto.

I due elementi fondamentali e innovativi sono:

  1. il sistema di fruizione dei risultati;
  2. le interazioni “sociali” tra gli utenti.

Per quanto riguarda il primo aspetto, balza all’occhio come Volunia proponga per ogni sito indicizzato una mappa gerarchica dei contenuti, mostrata come la planimetria di una città (forse è proprio questa parte grafica che non è piaciuta a alcuni utenti)
Il motore di ricerca in questione permette anche l’accesso diretto a determinati tipi di contenuti ospitati dai siti, come quelli multimediali, tramite le affollate barre di ricerca.

Il secondo aspetto è quello più “social”: con Volunia debutta infatti un box sociale che permette di vedere quante persone stanno consultando lo stesso sito in quel momento.

In pratica, Volunia permette di accedere ai siti inglobandoli in un frame, e intorno vi costruisce le funzioni di interazione tra gli utenti, che possono anche chattare in tempo reale.

Riassumendo, al di là delle capacità di ricerca, infatti, sono le funzioni social che caratterizzano davvero Volunia e ne decreteranno l’eventuale successo (o l’insuccesso): in realtà Volunia stesso, più che un motore di ricerca, può forse essere meglio catalogato proprio sotto la voce social network.

Al momento, Volunia non è ancora accessibile al pubblico; la fase pubblica inizierà entro poche settimane e sarà allora che l’utenza comune potrà giudicare il progetto.